Se smetti di fumare in sole 8 settimane si riduce il danno sulla parete arteriosa
Della serie non è mai troppo tardi. Indiscutibilmente molti danni del fumo sono permanenti, e quindi irreparabili, ma diversi studi hanno dimostrato che smettere anche in età avanzata puo' portare benefici. Secondo un nuovo studio condotto da Kaoru Dohi della European Society of Cardiology smettere di fumare inverte il danno endoteliale anche nel breve termine . Un ruolo chiave come fattore scatenante di un’arteriosclerosi precoce viene svolto dalla disfunzione endoteliale, favorita dalle sostanze contenute nel fumo, in particolare dal monossido di carbonio. Il fumo danneggia le cellule endoteliali, con conseguente abbassamento della secrezione di prostaciclina e monossido di azoto, una perdita dell’elasticità vascolare ed un’aumentata interazione trombociti-cellula endoteliale. Il fumo è riconosciuto come fattore di rischio indipendente che favorisce lo sviluppo dell’arteriosclerosi. Nei fumatori si documenta un’aumentata comparsa di cambiamenti arteriosclerotici nei vasi arteriosi, incluse le arterie coronarie, l’aorta e le carotidi.
"I fumatori hanno il doppio delle probabilita' di avere un attacco di cuore rispetto alle persone che non hanno mai fumato" ha spiegato in una nota l'autore "smettere di fumare e' la cosa piu' importante da fare per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Di questo siamo consapevoli ma sinora nessuna ricerca aveva chiarito se l'aumento del rischio cardiaco causato dalle sigarette si invertisse completamente dopo aver smesso di fumare". L'indagine ha studiato come il fumo alteri il sistema vascolare e se le modifiche si normalizzino dopo aver abbandonato il vizio. Il fumo contiene molecole tossiche tra cui nicotina, monossido di carbonio e acido cianidrico, che possono provocare e promuovere l'aterosclerosi attraverso la disfunzione endoteliale e la maggiore attivita' di coagulazione del sangue. Dai nostri dati e' emerso che la funzione endoteliale migliora gia' dopo otto settimane dall'aver smesso di fumare. Miglioramenti che non sono stati rilevati sul breve termine, invece, sulla serotonina plasmatica, altro fattore correlato allo sviluppo di aterosclerosi e di patologie cardiovascolari". Uomo avvisato...
Della serie non è mai troppo tardi. Indiscutibilmente molti danni del fumo sono permanenti, e quindi irreparabili, ma diversi studi hanno dimostrato che smettere anche in età avanzata puo' portare benefici. Secondo un nuovo studio condotto da Kaoru Dohi della European Society of Cardiology smettere di fumare inverte il danno endoteliale anche nel breve termine . Un ruolo chiave come fattore scatenante di un’arteriosclerosi precoce viene svolto dalla disfunzione endoteliale, favorita dalle sostanze contenute nel fumo, in particolare dal monossido di carbonio. Il fumo danneggia le cellule endoteliali, con conseguente abbassamento della secrezione di prostaciclina e monossido di azoto, una perdita dell’elasticità vascolare ed un’aumentata interazione trombociti-cellula endoteliale. Il fumo è riconosciuto come fattore di rischio indipendente che favorisce lo sviluppo dell’arteriosclerosi. Nei fumatori si documenta un’aumentata comparsa di cambiamenti arteriosclerotici nei vasi arteriosi, incluse le arterie coronarie, l’aorta e le carotidi.
"I fumatori hanno il doppio delle probabilita' di avere un attacco di cuore rispetto alle persone che non hanno mai fumato" ha spiegato in una nota l'autore "smettere di fumare e' la cosa piu' importante da fare per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Di questo siamo consapevoli ma sinora nessuna ricerca aveva chiarito se l'aumento del rischio cardiaco causato dalle sigarette si invertisse completamente dopo aver smesso di fumare". L'indagine ha studiato come il fumo alteri il sistema vascolare e se le modifiche si normalizzino dopo aver abbandonato il vizio. Il fumo contiene molecole tossiche tra cui nicotina, monossido di carbonio e acido cianidrico, che possono provocare e promuovere l'aterosclerosi attraverso la disfunzione endoteliale e la maggiore attivita' di coagulazione del sangue. Dai nostri dati e' emerso che la funzione endoteliale migliora gia' dopo otto settimane dall'aver smesso di fumare. Miglioramenti che non sono stati rilevati sul breve termine, invece, sulla serotonina plasmatica, altro fattore correlato allo sviluppo di aterosclerosi e di patologie cardiovascolari". Uomo avvisato...
Della serie non è mai troppo tardi. Indiscutibilmente molti danni del fumo sono permanenti, e quindi irreparabili, ma diversi studi hanno dimostrato che smettere anche in età avanzata puo' portare benefici. Secondo un nuovo studio condotto da Kaoru Dohi della European Society of Cardiology smettere di fumare inverte il danno endoteliale anche nel breve termine . Un ruolo chiave come fattore scatenante di un’arteriosclerosi precoce viene svolto dalla disfunzione endoteliale, favorita dalle sostanze contenute nel fumo, in particolare dal monossido di carbonio. Il fumo danneggia le cellule endoteliali, con conseguente abbassamento della secrezione di prostaciclina e monossido di azoto, una perdita dell’elasticità vascolare ed un’aumentata interazione trombociti-cellula endoteliale. Il fumo è riconosciuto come fattore di rischio indipendente che favorisce lo sviluppo dell’arteriosclerosi. Nei fumatori si documenta un’aumentata comparsa di cambiamenti arteriosclerotici nei vasi arteriosi, incluse le arterie coronarie, l’aorta e le carotidi.
"I fumatori hanno il doppio delle probabilita' di avere un attacco di cuore rispetto alle persone che non hanno mai fumato" ha spiegato in una nota l'autore "smettere di fumare e' la cosa piu' importante da fare per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Di questo siamo consapevoli ma sinora nessuna ricerca aveva chiarito se l'aumento del rischio cardiaco causato dalle sigarette si invertisse completamente dopo aver smesso di fumare". L'indagine ha studiato come il fumo alteri il sistema vascolare e se le modifiche si normalizzino dopo aver abbandonato il vizio. Il fumo contiene molecole tossiche tra cui nicotina, monossido di carbonio e acido cianidrico, che possono provocare e promuovere l'aterosclerosi attraverso la disfunzione endoteliale e la maggiore attivita' di coagulazione del sangue. Dai nostri dati e' emerso che la funzione endoteliale migliora gia' dopo otto settimane dall'aver smesso di fumare. Miglioramenti che non sono stati rilevati sul breve termine, invece, sulla serotonina plasmatica, altro fattore correlato allo sviluppo di aterosclerosi e di patologie cardiovascolari". Uomo avvisato...

Nessun commento:
Posta un commento